il paese si presenta...
Gais/Villa Ottone 845m
Abitanti: 3.100
Posti letto: 1.204
Codice postale: 39030
Come attraverso una porta virtuale costituita dalla stretta tra Castel Canova e Castel Chela dalla piana die Brunico si accede alla Val di Tures. Migliaia di anni fa durante l´ultima glaciazione si sono formate le maestose ed aggraziate caratteristiche paesaggistiche.
Gais: Localita´adagiata su entrambe le rive dell´Aurino.Fu sicuramente abitata nella preistoria come testimoniano gli insediamenti risalenti all´eta del Bronzo ( 1800 – 850 a. c.)ritrovati nelle zone denominarte “ Gaiser Pipe” e la collina “ Kehlburg”. Il nome Gais e´di derivazione indo – germanica “ghid” e significa in senso lato “Terreno alluvionale”. Nome appropriato se ci si guarda intorno! Prova ne e´la grande morena della Valle dell´Orso e i numerosi e impetuosi ruscelli confluenti in questa localitá. Avanzando lungo la valle principale verso Campo Tures lo sguardo verra´rapito verso l´alto dalle luminose vedrette e dai pendii scosciese ricoperti di boschi dove i masi sembrano essere li quasi per una misteriosa legge fisica. Le uniche zone “piane” sonno la stalla, la stube, la cucina e le stanze, ma appena fuori casa e´meglio non soffrire di vertigini; le gambe devono essere ben salde per poterci lavorare! Alcune caratteristiche somatiche (gambe e schiene curve) dei contadini di alta montagna derivano dal lavoro svolto sui pendii.

Il comune di Gais comprende le localita´di Montassilone/Tesselberg (monte di Tassilo duca bavarese), Rio Molino e Villa Ottone (insediamento bajuvaro). A 5 km da Brunico, 3,5 km da Villa Ottone si erge la parrocchiale di Gais che,oggi, fa parte alle chiese di Riomolino, Montassilone, Villa Ottone del decanato di Tures. Un ben organizzato servizio pubblico di corriere di linea (ogni ½ ora) collega Brunico con Tures. Biblioteche pubbliche presso le parrochie; le bande musicali di Gais e Villa Ottone, banche, uffici postali, confortevoli alberghi e pensioni si propongono ai turisti. Agricoltura, attivita´commerciali e manifatturiere, industria del legno e turismo hanno trasformato talmente questo villaggio da rendere quasi irriconoscibile il nucleo originale. Il gioello del paese e´ la chiesa parrochiale in stile romanico dedicata a San Giovanni Evangelista risalente alla fine del dodiciesimo secolo. Notevoli sono le tre apside circolari. In epoca tardo gotica la volta della nlvlta principale e il campanile a guglia sono stati elevati ai livelli odierni. La volta e´stata deturpata nel corso della barocchizzazione.Tra il 1906 e il 1911 la chiese e`stata restaurata in sile neo-romanico.Imponente ne e` l´opera muraria. Sotto il castello Canova, vicino all´ albergo “Burgfrieden” si puo´ ammirare una residenza gentilizia con relativa cappella. Qui abito´ nel 1425 il geniale Oswald von Wolkenstein, l´ultimo die Minnesänger in qualita´di tutore e qui si rifugio´ durante la seconda guerra mondiale il famoso poeta statunitense Ezra Pound con la sua famiglia e nel cimitero di Gais riposa sua madre Isabell Westen. In passato a Castel Canova sorgeva un piccolo centro termale molto frequentato per la cura di malattie gastriche

Sopra il castello, nei pressi delle rovine della capella dedicata alla Maddalena sorgeva un eremo. La cronaca di Gais riferisce di sei eremiti che tra 1611 e il 1718 si avvicendarono in questo luogo di solitudine. Di fronte, un po´ piu` a sud troneggiano ad un´altitudine di m 1188 le rovine del Castello di Chela che incorona la dorsale del bosco. Localita´che affonda le sue radici in tempi antichissimi (eta´del bronzo). Intorno all´anno mille ceduta dal nobile Luito all vescovo Albuino. Piu` tardi affidata a varie famiglie nobili dal vescovo di Bressanone; nel 1545 ai signori di Rost con la clausula del restauro del castello stesso. Ma il castello ha risentito di tutte le bizzarrie causate da situazioni storiche travagliate. La stuttura che vediamo oggi risale ai lavori effettuati nel´anno 1891. Il vescovo ausiliario di Kaschau (Ungheria) Bubics rilevo`il castello dai signori di Rost, ma dovette cedere i diritti per difficolta`finanziarie: nell 1944 il castello ando`in fiamme. Dal castello, attraverso la valle dell´Orso, a piedi, si raggiunge l´abitato di Montassilone. I fedeli si stringono attorno alla chiesetta accogliente in stile gotico consacrata nel1441 e arredatain stile barocco. La localita`, frazione di Gais ha una scuola e un allbergo. Il panorama circostante con le fattorie coi tetti a padiglione e`una gioia per gli occhi. Non ci si deve lasciare impressionare dalla salita che porta dalla malga Tassilo alla Vetta del Bel Colle (2450 m) poiche`in cammino potremmo incontrare, secondo la leggenda, lo gnomo di Montassilone che attraverso cunicoli scavati nella mmontagna, ha collegato questi luoghi con il monte “Untersberg” nel Salisburghese. Un sentiero quasi pianeggiante ci conduce nella piu`piccola, isolata erta valle laterale di Tures: Riomolino (1462 m) Distribuiti attorno alla Casa del Signore i masi sembrano incastonati nei pendii. Affascinante e`la chiesetta die 14 Soccorritori consacrata nel 1517. Nel passato luogo di pellegrinaggio per gli abitanti di Val di Tures e Aurina. Durante il cammino si poteva prima sostare e godere delle benefiche aque delle famose terme di Riomolino a 1700 m d´altitudine, una vera e propria stazioncina termale rustica, ma con pessima fama per i comportamenti molto licenziosi tenuti dai pazienti. Bruciata alcunianni fa la capella adiacent e`andata in rovina, ma l´acqua sgorga ancora e il suo gorgoglio e`come un cicaleccio che racconta le malvagita`, i desideri, i dolori del genere umano.

Ora visiriamo la frazione a valle di Villa Ottone. Nominata per la prima volta nell´anno 970 in una lettera commerciale. Nel 1100 vengono eletti i nobili di Villa Ottone che costruirono su uno sperone il loro maniero che gia`una generazione dopo era registrato come proprieta`ministeriale dei nobili di Tures. Complicatissime e intriganti erano le divisioni territoriali nel Medioevo; a Villa Ottone passava ilconfine di Tures (Tirolo) e di Villa Ottone / Canova (Gorizia) con tutte le complicazioni di pedaggi vari. Questa localita` e` stat bersagliata da calamita`naturali. Negli anni 1338, 1341 e 1473 il cielo sopra il paese si ascuro`spaventosamente:un orda famelica di cavalette si avvento`sui campi ... Tra il 189 e il 1808 in questa minuscola localita`morirono 60 bambini di vaiolo. L´Aurino che qui, di solito, scorre tranquillamente ogni tanto si ingrossava straripando. Nel 1797 una tromba d´aria scoperchio`25 case e sradico` un´enorme quantita`di alberi. Maestosamente nel paese si erge la chiesa dedicata a Santa Margherita (esattamente sul luogo dove ne sorgeva una piu`antica cansacrata nel 1175 incenerita da un fulmine) risale al 1774, in stile barocco e affrescata da F. A. Zeiler. Il sagrato, la facciata con le capelle laterali (a destra, monumento ai caduti) e la casa parrocchiale formano un insieme armonioso e quasi sontuoso per un villaggio di contadini prettamente rurale. Complesso che ora si inserisce bene tra le costruzioni ristrutturate: alberghi, attivita`commerciali, villette. Nota in epoca feudale come residenza “Stock” sotto la giuridizione dei Signori von Wenzel passo`successivamente sotto la baronia dei Von Sternbach signori di Stock e Lutago. Proprieta`trasformata da loro nel 1624 nella forma attuale e di cui ne sono ancor oggi i proprietari. Il paese annovera tra i suoi cittadini piu`illustri il famoso “Maestro di Villa Ottone” (fine 15. secolo) conosciuto per i suoi dipinti su tavole da ammirare presso l´abazia di Novacella e i musei di Vienna e Innsbruck. Da Villa Ottone si sale verso i masi di Rio Lana probabilmente i piu`impervi di tutta la provincia. Come lassu` la vita sia quasi impossibile lo spiega un antico proverbio: “A Rio Lana nessun contadino muore nel proprio letto; poiche` uno se lo porta via la slavina, l´altro lo tramortisce un albero, il terzo si rompe una gamba e il quarto rotola a valle...” Agilmente saliamo fino a raggiungere le rovine di un castello, qui ci vive un atipico “castellano”, un´uomo senza paura, che si e`insediato tra le rovine e che si ostina a coltivare un terreno avarissimo. Un antico ceppo con epigrafe (Rost 1569) celebra i signori von Rost detentori della carica ministeriale scena. Un ripido sentiero franoso passa attraverso i masi “Anewandt” e ci porta al pianoro “Wechseleben” (1500 m) da dove si gode un panorama stupendo. Il sentiero prosegue fino a 1700 metri. Se il tempo e`minaccioso il cielo sembra inghiottire tutto, presto, torniamocene a valle!

La Chiesa parrocchiale di Villa Ottone
Il documento del 970 nomina la chiesa di Villa Ottone (scambio: il prete Adalbert ha ceduto al vescovo Abraham von Freising quattro masi a Uctinhumi ricevendo equivalenti oggetti di scambio). Il vescovo Richter (1174 – 1178) la consacrò dedicandola a S. Margherita patrona del tempo (fenomeni atmosferici). L’assistenza religiosa era curata dalla parrocchia di Tures, per cui gli uffici divini erano irregolari. A partire dal 1600 si celebrava una S. Messa ogni domenica. Sotto l’imperatore Giuseppe II nel 1788 Villa Ottone ebbe un curato fisso, il primo fu Josef von Wenzl.
La vecchia chiesa era originariamente romantica, fu in seguito goticizzata ed aveva un altare di grandissimo progio del così nominato “Maestro di Villa Ottone” (1430 – 1480 circa), di cui non si conosce il vero nome. Oggi è considerato fra i grandi maestri del gotico e si suppone sia stato il maestro del grande Michael Pacher.
Nel 1772 fu distrutta da un fulmine e si decise di costruirne una nuova in stile barocco. Essa doveva essere più grande della precedente, il capo mastro fu l’ingegnere Gasser, originario di Villa Ottone e costruttore edile a Brunico. Insensatamente si era tagliate con una sega la pala del vecchio altare per usarla come porte per l’armadio in sagrestia. Qui le scoprì l’intenditore d’arte di Brunico Vintler e le acquistò. Oggi si trovano a Vienna.
Gli affreschi della volta e la Via Crucis sono di Franz Zeiler. Gli altari sono opere degne di nota del XIX secolo. Questa chiesa fu consacrata il 22 luglio 1783 dal vescovo conte Josef von Spaur. Nel 1891 il cappellano fu nominato parroco e da questo momento Villa Ottone è una parrocchia.
La pala d’altare è una copia di quella di S. Agnese nella chiesa del seminario di Bressanone e rappresenta S. Margherita. Le statue sull’altare maggiore raffigurano S. Gioacchino e S. Anna (XIX secolo).